FABBRO EL ROSARIO

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FABBRO EL ROSARIO

 

 

Un fabbro EL ROSARIO al lavoro

Un fabbro EL ROSARIO è una persona che crea oggetti di ferro oppure acciaio, utilizzando a questo scopo attrezzi a mano per martellare, curvare, tagliare o comunque dare forma al metallo quando questo si trova in uno stato non liquido. Solitamente il metallo viene riscaldato fino a farlo diventare incandescente, e successivamente sottoposto alla lavorazione di forgiatura. Questo tipo di lavorazione è stata una delle prime tecniche utilizzate per la lavorazione dei metalli. Il termine “fabbro TENERIFE” proviene dalla parola latina faber.

 

 

Fabbro EL ROSARIO in costume rinascimentale

Alcuni manufatti dei fabbrO EL ROSARIO sono: cancelli di ferro battutogriglie, ringhiere, mensole, scultureattrezzi, oggetti decorativi, utensili da cucina, e armi. Un fabbro esperto sa realizzare, con il minimo impiego di lavoro ed energia, prodotti di aspetto piacevole che abbinano talento e originalità.

Un fabbro che lavora principalmente sugli attrezzi per i cavalli è chiamato maniscalco. Il maniscalco lavora con il metallo nero, specialmente ferro. Il colore nero proviene da uno strato di ossido che si deposita sulla superficie del metallo durante il riscaldamento.

 

 

Una forgia a carbone

I fabbri lavorano riscaldando le parti di ferro modellato o di acciaio in usere modellato con gli attrezzi, come, ad esempio, un martello. Il riscaldamento è compiuto tramite l’uso di una forgia rifornita da propanogas naturalecarbonecarbone di legna, o coke. I fabbri possono usare la fiamma ossidrica o la fiamma ossi-acetilenica, per riscaldare il metallo in punti più circoscritti.

Il colore è un indicatore molto utile della temperatura e lavorabilità del metallo: man mano che si riscalda il ferro prima diventa rosso, poi arancione, giallo, e infine bianco. La temperatura ideale per la maggior parte delle operazioni di forgiatura è quella corrispondente al colore giallo-arancio, più o meno nota come calore di forgiatura. Per evitare che la luce ambiente impedisca loro di valutare con precisione il colore del metallo, molti fabbri lavorano al buio, o in ambienti poco illuminati. Le tecniche di lavorazioni principale dei fabbri sono:

zonatura. Queste tecniche di solito si mettono in pratica mediante utilizzo del martello e dell’incudine, ma i fabbri utilizzano spesso anche altre tipologie di attrezzi, soprattutto per eseguire rapidamente e col minimo sforzo i lavori più semplici e ripetitivi.

Trazione

 

 

Tubalcain, formella del Campanile di GiottoAndrea Pisano13341336, Firenze

Il metallo viene stirato secondo uno dei tre assi in modo da ridurre una o entrambe le dimensioni degli assi ortogonali a quello di trazione. Nel caso di una barra, riducendo lo spessore si aumenta la larghezza, oppure si restringono entrambe se si aumenta la lunghezza.
Ad esempio, per realizzare un bulino per legno il fabbro può appiattire un barra d’acciaio a sezione quadrata, allungarla, riducendo così lo spessore ma mantenendo la larghezza alla dimensione necessaria. La lavorazione di trazione non deve necessariamente essere eseguita in modo uniforme. Ad esempio, quando si crea un cuneo o uno scalpello per falegnameria è necessario stirare il metallo fino ad appiattirlo all’estremità. Se l’appiattimento è eseguito contemporaneamente secondo due direzioni, si ottiene un oggetto che termina con una punta.

Per questo tipo di lavorazione si possono usare molti diversi attrezzi. Gli attrezzi più comunemente usati sono il martello e l’incudine. Con il martello si può per battere il ferro contro i due corni dell’incudine, oppure contro la faccia piana della stessa incudine usandone il lato appuntito e conformato a croce.

Piegatura[La lavorazione di piegatura è una delle più semplici: il metallo viene curvato per fargli assumere la forma desiderata. Da una barra si possono realizzare ganci, anelli e catene. Per piegare il ferro sono sufficienti martello e incudine, ma i fabbri spesso si avvalgono di copie e altri attrezzi progettati allo scopo di rendere il processo più semplice e standardizzato. Il modo classico di piegare il metallo è appoggiare sull’incudine il pezzo di metallo portato all’incandescenza, facendolo sporgere da una parte e colpendolo con colpi di martello in modo da curvarlo verso il basso, continuando poi l’operazione dopo aver capovolto il pezzo orientando verso l’alto la parte precedentemente curvata. Possono poi essere eseguite ulteriori rifiniture usando come appoggi i corni dell’incudine.

CompressioneLa compressione (o ricalcatura o rifollatura) è il processo che consiste nell’addensare il metallo riducendo la dimensione longitudinale e aumentando le altre due. In un certo senso, è come premere il metallo indietro contro se stesso per concentrarlo. Ad esempio, per creare delle punte di freccia, un fabbro martellerà l’estremità di una spranga, addensandola e riducendo la lunghezza totale.

Punzonatura

La punzonatura crea una depressione o un foro nel metallo per mezzo di un punzone. Questa tecnica può essere usata a scopo decorativo, o, più semplicemente, per praticare un foro. Per esempio, per fare la testa di un martello il fabbro prenderà una barra di adeguata robustezza e spessore e vi praticherà il foro in cui inserire il manico. La punzonatura non si limita all’esecuzione di rilievi e fori, ma include anche il taglio, l’incisione e lo stiramento.

 

Per eseguire la saldatura a fuoco, detta anche bollitura meccanica, si applica per prima cosa sulle parti da unire un disossidante, quale il borace o la sabbia silicea; si riscaldano quindi i pezzi nella fucina sino allo stato plastico, si sovrappongono e si congiungono tramite percussione col martello o col maglio. I bordi da unire vanno preparati in modo che la linea di giunzione sia più lunga possibile.

Saldatura

La saldatura è l’unione di metalli simili o dello stesso tipo in maniera tale che non vi sia alcuna giunzione o venatura: le parti da saldare diventano un unico pezzo.

A modern blacksmith has a range of options and tools to accomplish this. The basic types of welding commonly employed in a modern shop include traditional forge welding as well as modern methods, including oxyacetylene and arc welding.

In forge welding the pieces to be welded are heated to what is generally referred to as “welding heat”. For mild steel most smiths judge this temperature by color: the metal will glow an intense yellow or white. At this temperature the steel is near molten and just short of combustion.

Any foreign material in the weld, such as the oxides or “scale” that typically form in the fire, can weaken it and potentially cause it to fail. Thus the mating surfaces to be joined must be kept clean. To this end a smith will make sure the fire is a reducing fire: a fire where at the heart there is a great deal of heat and very little oxygen. The smith will also carefully shape the mating faces so that as they are brought together foreign material is squeezed out as the metal is joined. To clean the faces, protect them from oxidation, and provide a media to carry foreign material out of the weld the smith will use flux — typically powdered borax, silica sand, or both.

The smith will first clean the parts to be joined with a wire brush, then put them in the fire to heat. With a mix of drawing and upsetting the faces will be shaped so that when finally brought together the center of the weld will connect first and the connection spread outward under the hammer blows, pushing the flux and foreign material out.

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